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Problemi psicologici

L'esperto risponde, Sezione dedicata ai Problemi psicologici. Viene fornita una consulenza gratuita sui seguenti temi: disturbi dell'umore, disturbi dissociativi, disturbi somatofomi, disturbi sessuali, disturbi alimentari, disturbi di personalità.

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Risposta pubblicata il 09/02/2010 a cura di Richard Eugen Unterrichter
Domanda inserita il 28/01/2010

buonasera dottore,ho una figlia di 26 anni,depressa.ha avuto una storia un po di anni fa con un ragazzo fidanzato che dopo averle promesso mari e monti è tornato con la sua fidanzata.lei adesso non riesce più a legarsi a nessun uomo e fa fatica a relazionarsi, è insicura e sola e ha ripreso con gli antidepressivi, ma non riesce a venirne fuori.ha paura delle relazioni, non crede più all'amore e soffre x questo, ha cambiato città ma neanche questo è servito a farla star meglio.cosa posso fare sono preoccupata.la ringrazio se vorrà darmi un suo parere a riguardo.grazie Giulia

Risposta:

Gentile signora, quella che racconta è una sofferenza che credo di conoscere molto bene, infatti molte sono le persone che mi chiedono aiuto proprio per questo tipo di sofferenze comuni nella popolazione e nell’esperienza della vita di tutti. Ognuno di noi, durante tutta la vita investe su persone, relazioni, progetti… sempre motivati da aspettative e valori diversi. Per questo motivo, perché ognuno di noi ha bisogno di essere e sentirsi in relazione con gli altri, ci leghiamo alle altre persone. Purtroppo questi nostri investimenti talvolta non ci sembrano essere corrisposti, o meglio, non riceviamo in cambio il valore che avevamo preventivato. Questo è un motivo di grave sofferenza, ma allora, come mai ci sono persone che invece investono in persone che non le deludono? Ognuno di noi ha quelle che in gergo clinico chiamiamo “ mappe cognitive”: una sorta di dispositivo che ci offre un quasi automatico sistema di valutazione e di reazione nella vita. Queste sono costruite durante il nostro percorso di vita, dalle nostre credenze, dalle delusioni e dalle esperienze positive che viviamo e come le elaboriamo facendole proprie. Per questo non siamo tutti uguali, per questo ognuno di noi può dare un significato diverso ad una medesima situazione o persona, perché ognuno di noi ha mappe cognitive differenti. Da qui si spiega anche come mai ci siano persone che sembrano cronicamente in difficoltà scegliendo situazioni che spesso si rivelano difficili o di sofferenza, piuttosto che sbagliate. La bella notizia è che esistono le soluzioni per modificare una mappa cognitiva che ci porti a delle valutazioni e quindi delle situazioni, che si dimostrano “errate” e di sofferenza. E’ un percorso che va compiuto con l’aiuto di un’altra persona competente che sia in grado di rispettare, comprendere ed accompagnare l’altro verso una ristrutturazione di questa mappa. In questo modo sarà possibile evitare che in futuro si ripetano delle situazioni che possano realizzarsi puntualmente in sofferenze. Mentre le rispondo mi viene in mente un ragazzo di 22anni il quale si rivolse da me dopo essere stato lasciato dopo 3 anni di fidanzamento. Apparentemente la loro storia sembrava essere idilliaca e meravigliosa, tanto che nessuno degli amici comuni della “coppia” sapeva spiegarsi quale potesse essere il motivo della loro separazione. In verità era possibile individuare un investimento da parte di lei su aspetti che lui non sarebbe stato in grado di assolvere. Certo, questo poteva essere relativamente chiaro per un esperto, ma non era così per lui e le altre persone ( amici e parenti) a cui si era rivolto per chiedere aiuto. Dopo pochi mesi ha prima compreso il motivo per cui si è spezzato il loro legame permettendogli di riprendere fiducia nella vita e nelle relazioni con gli altri, poi ha rielaborato il modo di scegliere le persone a cui legarsi “a modo suo” ed ora ne è uscito rinforzato da una esperienza che lo schiacciava e avrebbe rischiato di procurargli altre gravi infelicità nella vita. Nel caso di Sua figlia, mi sembra sia necessario comprendere come mai abbia scelto di legarsi ad una persona che già avrebbe potuto promettere un rapporto difficile (essendo già fidanzato), come mai si sia sentita attratta da questa persona ( e situazione). Compreso il quadro specifico, credo Sua figlia abbia bisogno di elaborare il lutto di un investimento che si è rivelato sbagliato. Attendere che il caso o semplicemente il tempo opacizzi questa sofferenza porterebbe ad un probabile rinforzo di un sistema di pensare, sentire e investire che potrebbe portarla a nuove sofferenze. Purtroppo cambiare città, come lasciar trascorrere il tempo o fornirsi alibi arbitrari, non può essere di aiuto a Sua figlia perché il suo lutto e la sua sofferenza sono dentro di lei. Quando le persone soffrono perché hanno perso qualcuno di importante per loro sembra poter rintracciare una domanda comune e di fondo: “Ho investito tutta me stessa in una persona che non credevo avrebbe mai potuto deludermi così tanto lasciandomi soffrire così tanto”. Credo che attraverso un percorso psicologico incentrato su questi due punti: 1)elaborazione del lutto della perdita dell’ex fidanzato 2) rielaborazione della propria mappa cognitiva, potrà facilmente vivere una vita fatta di emozioni, relazioni con gli altri e soddisfazione. L’assunzione di antidepressivi purtroppo non può aiutarla oltre al contenimento dei sintomi ( insonnia, anedonia, ipocondria…). Essendo un disturbo dell’affettività e dei sentimenti la depressione non ha un’ontopatogenesi in un virus, o un battere, non è qualcosa di materiale che può essere “sconfitto” con altra materia, è qualcosa che viene da dentro di noi e che dobbiamo comprendere rielaborare e modificare e questo credo sia possibile solo lasciandoci aiutare e guidare alla soluzione da qualcuno che sappia come. Inviando moltissimi auguri a lei e Sua figlia. Dr. R. Unterrichter

Risposta pubblicata il 19/01/2010 a cura di Richard Eugen Unterrichter
Domanda inserita il 12/01/2010

salve,sono la ragazza che le ha fatto la domanda il 30/11/2009,io e il mio rag.abbiamo fatto pace, il motivo del litigio sono stati dei mess che ha letto di altri ragazzi nel mio cell.sono riuscita a nascondere la verità e mi ha creduto ho avuto tanta paura di perderlo ma non capisco xkè se penso di tenerci così tanto continuo a vedermi con altri ragazzi giurandomi che è l'ultima volta ma poi non lo è mai ragazzi con il quale ho instaurato un rapporto affettivo non è solo sesso, è come se non sono sicura di chi voglio veramente? mi sento sporca ma non riesco a capirmi.. xkè mi comporto così

Risposta:

Cara signorina, mi ricordo e vorrei felicitarmi con Lei d’essere tornata insieme al Suo fidanzato, ma purtroppo non mi sembra di ritrovarLa serena. Come l’ultima volta dimostra d’avere una ricca vita interiore e moltissime domande a cui trovare importanti risposte. Mi sembra Lei sia in un momento della Sua vita in cui può affrontare il nodo gordiano che La lega a dei comportamenti che hanno una chiara matrice legata ad una sottile Sua paura della precarietà dei legami affettivi. E’ una condizione che si esprime attraverso un percorso che già in parte è riuscita a percorrere da sola, tuttavia ora dovrebbe lasciarsi aiutare a concludere il Suo percorso. Provi a pensare di avere un navigatore satellitare programmato con una cartina stradale errata. Potrà inserire i dati di arrivo e lui sceglierà una strada per arrivarci, ma si accorgerà che non riuscirà a portarLa a destinazione. Pensa allora di cercare un itinerario alternativo. Il navigatore penserà, penserà e Le indicherà un’altra via, ma il risultato sarà ancora quello di non riuscire a portarLa alla meta desiderata. Riproverà ancora cambiando parametri, pensando e ripensando alle nuove indicazioni e modi che potrebbero aiutare il Suo navigatore ad indicarLe la giusta strada ma… alla fine non riuscirà mai a portarLa a destinazione. Vede, molti dei nostri comportamenti sono quasi automatici frutto delle “mappe cognitive”, altri dovuti a delle difese che ci permettono di difenderci dall’angoscia e dal dolore. Non possiamo forzare queste strategie da soli perché siamo noi stessi che le abbiamo create. Esse ci difendono dal dolore, è vero, ma che prezzo dobbiamo pagare? Nel Suo caso forse al prezzo dell’infelicità nei rapporti amorosi. Credo che se Lei si rivolgesse ad uno psicologo bravo potrebbe risolvere definitivamente la causa delle Sue sofferenze. Il tempo della durata dell’intervento sarà commisurato alle capacità del clinico di comprendere il Suo problema. Io credo che, in questo caso, si potrebbe definire in termini di mesi. Le faccio i miei migliori auguri dr. Richard Eugen Unterrichter

Risposta pubblicata il 10/01/2010 a cura di Francesco Altei
Domanda inserita il 15/12/2009

Salve, da circa un anno e mezzo sono cosciente di avere un disturbo ossessivo che mi occupa il pensiero gran parte della giornata. Nessuno in famiglia si è accorto del mio malessere che riesco a nascondere molto bene. Vorrei sapere se posso intervenire con qualche cura naturale prima di rivolgermi ad un neurologo o se ci sono metodi per vincere l'ossessione. Grazie

Risposta:

Carissima amica, né il neurologo né le cure cd naturali sono la risposta da dare ad un disturbo ossessivo: la psicoterapia è la cura d'elezione, a volte integrata farmacologicamente, ma questo dipende dalla gravità e dalla residua libertà e volontarietà che questo tipo di disturbi ci offre. Il mio suggerimento è proprio quello di non attendere ulteriormente perché questo tipo di disturbi tende a cronicizzare e a ingigantirsi, generalmente, nonostante ogni sforzo personale per arginare i pensieri (del resto ossessione significa assedio, e come poteva succedere nelle campagne militari medioevali, tali assedi possono perdurare per lunghissimo tempo, rafforzarsi e aumentare di intensità coll'aumentare delle difese , più o meno consapevolmente, messe in campo). La saluto cordialissimamente.

Risposta pubblicata il 10/01/2010 a cura di Francesco Altei
Domanda inserita il 07/01/2010

salve, da circa un mese soffro di ansia e spesso piango senza motivo,tutto ciò nasce da quando una mia professoressa mi ha chiesto di leggere e in quel momento mi mancava il respiro e avevo battiti accellerati,premetto che non ho mai avuto problemi a leggere.Da quel giorno si presenta l ansia spesso quando chiedono di leggere vorrei alzare la mano ma mi sale l ansia.la mia dottoressa mi ha prsescritto un farmaco "vagostabil" ma non ha molti effetti. ho anche problemi fisiologici come nausea e diarrea da piu mesi,e ho perso molti chili. Vorrei avere un consiglio per superare questo problema.

Risposta:

Carissima amica, il migliore suggerimento che mi sento di darle è di provare a sentire il parere anche di un bravo psicologo/psicoterapeuta (mi immagino che quando parla di dottoressa si riferisca al suo medico di famiglia) che le possa offrire una diagnosi differenziale rispetto all'ansia e ai correlati fisici così spiacevoli che mi descrive. Molto in generale episodi ansiosi o attacchi di panico hanno sempre correlati dal punto di vista fisico ed è per questo molto importante distinguere la causa dall'effetto, cosa che avviene con una buona diagnosi differenziale. Mi auguro di cuore che potrà trovare un collega che le offra quei chiarimenti tanto importanti in questo momento, prima che la paura e il timore di "ricadute" facciano avanzare quella modalità, detta evitamento, che ci fa rinunciare progressivamente ad ogni occasione, anche piacevole, proprio perché potrebbe risultare scatenante ansia o malessere fisico. La saluto cordialissimamente.

Risposta pubblicata il 10/01/2010 a cura di Francesco Altei
Domanda inserita il 01/01/2010

gentile dottore,sono una ragazza di 23 anni ho problemi dal 2006 di ansia e co scatenatasi da periodi di stress un aborto volontario.. ho da poco interrotto un'altra relazione,positiva,dove ho da subito ricercato istintivamente un figlio.. dopo solo un mese rimasi incinta ma purtroppo lo persi spontaneamente questa volta,cosi un anno e mezzo fa ero ricaduta in una depressione ansia unica e misi in discussione questo legame... poi con la cura sono stata bene noi siamo stati insieme,anche se il sentimento che mi lega a lui e' di affetto e mi sento molto desiderata piu' che amore,sono sfiduciata

Risposta:

Carissima amica, situazioni tanto intense dal punto di vosta emotivo e tanto significative per la vita di ogni essere umano, hanno bisogno di grande tempo e pazienza, fiducia e coraggio per essere affrontate e superate, cosa che avviene di solito dopo hanni di elaborazione di un lutto tanto grave come un aborto non cercato (anche se in realtà dal punto di vista psicologico mi spingo a dire che la volontarietà dell'atto cambia ben poco il vissuto traumatico di quest'atto estremo). Credo che, data anche la sua giovanissima età, la cosa migliore sia ritrovare un buon rapporto con se stessa, prima ancora che con il suo partner: e la strada che può portarci a questo è una buona e duratura psicoterapia. La saluto cordialissimamente.

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