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Il gruppo-classe è l'unità di riferimento per gli alunni e molto spesso è considerata in modo statico anche dagli insegnanti. In realtà la classe è un sistema che può interagire con l’esterno o, in modo diverso, anche all’interno della stessa, semplicemente riorganizzandola. Il gruppo intraclasse prevede la divisione degli alunni in sottogruppi, cui viene consegnato un compito, un lavoro, un gioco. La divisione in sottogruppi in realtà andrebbe considerata in base all’obiettivo che il lavoro di gruppo si prefigge: socializzazione, gioco, apprendimento. La divisione può essere fatta secondo gruppi omogenei o eterogenei. Se l’obiettivo è la socializzazione, posso pensare di creare un gruppo in cui alcuni dei partecipanti possano confrontarsi sostenuti dal senso di appartenenza al gruppo stesso, e magari creare un’opportunità per loro di conoscersi e percepirsi fuori dai soliti schemi. Questo permetterebbe di approfondire la conoscenza e magari, appianare vecchi screzi o ammorbidire antipatie. Al contrario, se creo un sottogruppo di socializzazione in cui tutti vanno d’accordo, non farò altro, come insegnante, che dare modo ai ragazzi di consolidare vecchie amicizie e rafforzare gli schieramenti presenti. La stessa cosa vale per i gruppi di apprendimento: se creo gruppi omogenei, in cui gli alunni sono tutti bravi, non offrirò a quelli più pigri lo stimolo a far meglio grazie al confronto con coloro che già si impegnano. Di fatto si sa, durante i lavori di gruppo intraclasse, c’è chi lavora e chi vive di rendita! Allora una possibile soluzione sarebbe di assegnare al gruppo un numero di ruoli, che il gruppo stesso assegnerà ai vari membri. Come? Ad esempio: fissando un capogruppo che diriga il lavoro, (magari uno che ha un impegno scostante e grazie a questo compito si sentirà gratificato...dopo aver sbuffato, ovviamente!), altri si occuperanno di portare almeno un certo numero di materiale e averlo letto, altri ancora prepareranno i cartelloni e altri si occuperanno di esporre al resto della classe il lavoro svolto da ogni singolo gruppo. Il tutto poi andrà "riunificato" a livello di classe grazie ad un intervento dell’insegnante che avrà il compito di riportare la dimensione al gruppo-classe. Cose scontate? Sarà! Purtroppo molti le sanno e pochi le applicano. Di fatto l’impegno degli insegnanti per l’organizzazione, osservazione e gestione dei gruppi in questo modo, cambia e non poco. L’intervento dell’insegnante quindi, non si limita a valutare il lavoro effettuato dagli alunni, ma progetta i gruppi, il lavoro, e lo segue, lo stimola e alla fine, interviene come mediatore nella discussione finale. Il gruppo-classe si può aprire anche all’esterno (interclasse) e allora si può scegliere l’apertura orizzontale o verticale. L’apertura e formazione di gruppi in linea orizzontale, prevede collaborazione tra studenti di classi dello stesso grado intendendo la stessa età (es. seconda elementare con seconda elementare, prima con prima, ecc.). Altra possibilità è l’apertura del sistema classe in linea verticale ossia tra classi di età diversa (es. prima con terza, quarta con seconda, ecc). Chiaramente, anche in questo caso le finalità e l’organizzazione dei gruppi interclasse, devono essere ben pianificati con la collaborazione delle diverse insegnanti, al fine di fornire un’esperienza divertente che sia sì alternativa al solito lavoro di classe ma, allo stesso tempo, formativa sia per gli alunni che per insegnanti.
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