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Oggi le industrie, la pubblicità ed il benessere diffuso offrono quotidianamente nuovi giocattoli per i nostri bambini e spesso può diventare difficile rifiutarli a nostro figlio che a scuola vede molti suoi compagni oggi con quello e domani con quell’altro giocattolo nuovo. Così una vignetta comune è quella del bambino che la sera ci avvicina coccolone chiedendoci di comprargli il nuovo giocattolo barattandolo con ubbidienza e calma. Spesso ci accorgiamo di non volerlo deludere, pensiamo che in fondo non ci sia nulla di male e così ci costruiamo gli alibi per accontentarlo. Tuttavia dentro di noi sentiamo la voce dei nostri genitori o degli zii che ci ammoniscono di non viziarlo troppo. Chi ascoltare? Le nostre ragioni o le osservazioni degli altri? Un bambino viziato non lo è mai per natura, ma sempre per educazione dei genitori. Quindi se ci accorgiamo che il nostro piccolo sta iniziando ad approfittarne e chiede troppo, dovremmo interrogarci in che modo abbiamo contribuito. La buona notizia è: come abbiamo indotto questo comportamento, possiamo allo stesso modo estinguerlo con i pensieri e le azioni giuste. Prima di tutto è utile pensare che un bambino viziato se è vero che è un angioletto coccolone che si fa vezzeggiare felicemente, è anche una piccola peste quando non viene soddisfatto nei suoi capricci. Spesso è figlio unico i cui genitori sono molto impegnati e cercano di riparare al senso di colpa dell’assenza con dei regali oggetti. Altrettanto spesso è il figlio di genitori separati il cui affidatario cerca di compensare l’assenza dell’altro mostrandosi doppiamente generoso. Spesso in queste situazioni si instaura un rapporto privilegiato ed una complicità che può oltrepassare il confine dei ruoli genitore – figlio ed entrare in quello della relazione alla pari dei compagni di coppia. Un bambino normalmente viziato invece è l’oggetto di attenzioni e cure, di affettività ed amore che gli permettono di costruirsi un mondo interno sicuro ed equilibrato. I doni sono allora le attenzioni ai suoi show, le carezze, l’appuntamento della favola a puntate prima di dormire. Il regalo serve solamente a dimostrare la capacità affettiva del genitore, è una promessa in serbo. Bisogna poi mantenerle le promesse. Nel dubbio di essere troppo vizianti, è meglio essere un po’ più severi che troppo lassisti. Sappiamo che non dargli limiti significa viziarlo ovvero non fare il suo bene. Dopo un po’ che riceve regali non si preoccupa più neppure di ringraziare, questo può essere un campanello che ci invita ad offrirgli un po’ più di tempo. Teniamoci un pomeriggio libero per fare qualcosa insieme, offriamogli uno spazio serale da condividere, riavviciniamoci a nostro figlio offrendogli più coccole ed attenzioni. La camera è invasa dagli oggetti. Insieme si può riordinare e portare alcuni oggetti in cantina che si spiega potranno essere ripresi più avanti. Reagire ad un comportamento che crediamo non corretto significa già porre dei limiti, basta che poi non cediamo.
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