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Genitori e bambini piccoli

di Richard Eugen Unterrichter - leggi la scheda di questo autore
 

Il mestiere di genitori, si sa, è il più difficile del mondo ma c’è una ragione: essi sono la garanzia per la sopravvivenza, psichica e fisica del bambino.

I colleghi che si occupano di bambini sono abituati nel raccogliere lo sconforto di tanti genitori che spesso, in un momento di stanchezza, si disilludono e iniziano a credere che qualunque cosa si faccia, come  genitori, sarà sbagliata.  Fortunatamente non è così.

I genitori sono allo stesso tempo un modello da imitare  e da cui staccarsi per raggiungere l’individualità. Per questo i bambini talvolta sembrano incomprensibili nei loro atteggiamenti prima di imitazione e poi di opposizione, di desiderio di accondiscendenza e di sfida. Il difficile compito dei genitori è tutto nell’arduo compito di capirne le ragioni e di valutarne le conseguenze. Tuttavia la buona volontà, l’istinto protettivo e la buona fede spesso non sono sufficienti  a permettere al bambino di conquistare la sua identità e raggiungere il benessere.

Ai genitori è permesso sbagliare, certo, tuttavia ci sono degli errori che non si possono commettere se non si vuole rischiare di compromettere un’intera esistenza. Amare il proprio figlio significa dimostrarlo, significa offrire un corollario di modi, di intensità di farlo diversi. Le relazioni che  si instaurano naturalmente in una famiglia nascono da un contesto in cui le interazioni tra soggetti diversi per sesso, sentire, costituzione fisica… si creano, esprimono ed evolvono naturalmente.

   Chiunque si trovi a dover interagire con un bambino si trova a dover affrontare molte piccole difficoltà ogni giorno: il pianto che misteriosamente scandisce sempre le cinque, l’inconsolabilità senza l’orsacchiotto…  Per riuscire a comprendere questi misteri, è necessario poterli affrontare con un una triplice lente: quella dai genitori, quella del piccolo e dello psicologo che potrà suggerire consigli pratici, atteggiamenti da adottare, tranelli da evitare.

Non sempre è facile seguire l’evoluzione del nostro bambino  che piange disperato all’ottavo mese  perché intuisce la sua vulnerabilità e al dodicesimo quando si accorge di essere qualcosa di separato dalla sua mamma, a 18 mesi impone la sua personalità sfidando la resistenza dei genitori con i suoi “no” a prescindere, i tre anni  in cui inizia a conoscere gli affetti e l’Edipo che instilla la gelosia per il padre potente e magnifico per il bambino che cerca di conquistare la madre, ed Electra che per la bambina significa attrarre il padre e allontanare la madre...  Quando e come si possono riconoscere le regressioni dai blocchi evolutivi? La fluttuanza dello sviluppo infantile può portare a degli attriti ed incomprensioni che se non affrontati e risolti possono portare a vere e proprie  crisi familiari.

Il ruolo di genitore quindi non può essere quello di essere perfetti, ma quello di saper comprendere le esigenze ed i sentimenti dei loro figli.  Quello che uno psicologo offre è proprio il dare voce ai sentimenti dei bambini  perché possano raggiungere sempre il cuore dei loro genitori anche quando fattori contingenti o incomprensioni non lo permetterebbero.

 
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