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Malato? No, adolescente

di Richard Eugen Unterrichter - leggi la scheda di questo autore
 
 L’adolescenza oggi è diventata così complicata, sconosciuta, violenta; perché?

Adolescere in latino significa ”crescere”. Da cosa? Da dove? Come? Per chi? Queste sono le domande che, ascoltando i ragazzi, ci si sente rivolgere sconsolatamente. A noi spesso, non rimane che alzare le nostre difese, razionalizzare e chiedergli: “Perché sei così? Cosa ti manca?”.

La complessità dell’uomo è la sua  grandezza, ma l’adolescenza diventa miseria senza una cornice in cui poter dipingere la propria immagine  di adulto. Purtroppo gli adulti cadono spesso in questo falso gioco in cui prendono il ruolo sempre rischioso  dei fatalisti oppure adottando un modello formalistico fuorviante.

Nel caso dei genitori fatalisti si assiste ad una rinuncia da parte del genitore / educatore a comprendere  le condotte dell’adolescente in risposta spesso dei primi fallimenti e in difesa della propria autostima, troppo incerta, per resistere ad un attacco al proprio ruolo ideale di genitore operato dall’adolescente. I  genitori più combattivi spesso adottano invece un “loro”modello formalistico frutto di una teoria fai da te che cercherà di riconoscere i sintomi prodromici di qualunque devianza.

In realtà più un oggetto è complesso e maggiori sono le conoscenze che dovremmo poter mettere in campo per comprenderlo realmente. Nello specifico le cornici concettuali che ci permettono di inquadrare l’adolescenza sono le teorizzazioni che possiamo considerare articolate in quattro modelli principali:

1) fisiologico
2) sociologico e ambientale
3) cognitivo ed educativo
4) psicoanalitico

senza che alcuno abbia preminenza sull’altro, ma influenzandosi vicendevolmente.
Vediamone ora una rapida definizione.

Il modello fisiologico segue una legge di natura che inizia con una secrezione ipotalamica che innesta una secrezione ipofisaria di gonadotropine stimolante a sua volta una secrezione gonadica causa di alcune modificazioni morfologiche periferiche di taluni recettori.  Questo è un modello che precondizione l’uomo in quanto inscritto nel suo patrimonio genetico di crescita fisiologica.

Il modello sociologico adotta una duplice prospettiva nell’analisi del fenomeno: quello dell’inserimento in un nuovo gruppo sociale (quello degli adulti) e quello dell’appartenenza ad un gruppo sociale in divenire.
Per questo le ingerenze dei contesti familiare, storico, culturale, economico saranno massime e determinanti. Così spesso  i “talk shows” televisivi vedono confrontarsi ex adolescenti che richiamano il loro essere adolescenti degli anni ’60 come metro per capire gli adolescenti degli anni ’90 o addirittura quelli del nuovo millennio senza riuscire a trovarci linee guida.  Nel rapporto dell’UNESCO del 1968 si trovano espressioni come: contro-cultura, confronto-contestazione, contro-potere. I ragazzi del nuovo millennio si esprimono invece con: disoccupazione, realismo, inadeguatezza. I ragazzi degli anni ’60 potevano contestare e misurarsi con un sistema di valori familiare e sociale pestando i piedi su un’economia in piena espansione ed un mondo tutto in divenire; i ragazzi di fine millennio e di oggi si trovano a dover costruire un’esistenza in piena crisi economica che sentono presto degenererà anche in materiale e strutturale. Un’unica espressione quindi connota i giovani: ansia. L’ansia va combattuta in qualche modo e le vie più semplici per tentare di controllarla sono: la rassegnazione ed il ritiro, che ci consegna alla depressione,  le reazioni contro fobiche generatrici delle violenze spesso opinabilmente incomprese. Gli adolescenti di fine millennio a chi possono gridare il loro contro-potere? Quale cultura, valori  possono contestare e riformare nel vortice di valori moderno? Il modello familiare, che riconosce la crescita personale degli adolescenti superando le problematiche intrapsichiche confrontandosi con i modelli delle immagini parentali, come può funzionare oggi? I giovani di oggi non hanno spesso un “matusa” come con cui confrontarsi, hanno frequentemente una tribù di fratellastri, possono talvolta confrontarsi con delle migliori amiche che l’anagrafe insegna loro essere le loro madri.

Il modello psicoanalitico trema di fronte ad una realtà esterna che appare più come una realizzazione  DI talune fantasie adolescenziali e angosce di frammentazione che altri hanno prodotto. Il conflitto edipico che si riattiva in adolescenza non può esprimersi con il rifiuto dell’adulto genitore, perché troppo spesso oggi, si riattiva in relazione con il compagno della mamma o la compagna del papà. Allora, dov’è la minaccia dell’incesto? Con un estraneo è impossibile. Il tentativo di rifiutare le identificazioni con la propria infanzia, cioè le proprie immagini parentali, esistono in una famiglia fatta di compagni, compagne, fratelli, fratellastri, amanti e conviventi di passaggio? In questo quadro i ricordi familiari sono tutti costellati da lutti e separazioni: non c’è ricovero nel passato. Il presente è frammentato. Il futuro, per le nuove generazioni è destinato ad essere insicuro, incerto, ansioso e talvolta angosciante.

Bisogna capire, avere il coraggio di assumersi responsabilità, di privarsi dei propri impulsi e dire ai “non giovani” che è la responsabilità a dar senso alla vita e non l’attimo fuggente. In conclusione  mi ritorna all’orecchio un’associazione che feci durante una seduta di sostegno psicologico ad una giovane adolescente molto angosciata per il suo futuro. Ella mi disse: “Non potrei mai sopportare che mi rubino il cellulare che mi ha regalato mio padre a Natale ”. Subito mi venne in mente un famoso spot pubblicitario recitante: “ Toglietemi tutto, ma non il mio…”nella mia mente completai lo slogan con “toglietemi tutto ma non il mio capriccio”. Similmente, i giovani, devono fare i conti con un mondo che non offre più quello che offriva all’adolescenza dei loro genitori perché questi “non giovani” di oggi  possono combattere le battaglie più dure e vincerle, conquistare grandi carriere, ricoprire mille incarichi di grande responsabilità e pregio sociale, ma sembra non possano resistere ai loro capricci. Per questo prendono tutto quello di cui hanno bisogno. Credo che gli adolescenti di oggi, per questi motivi, abbiano davvero bisogno di aiuto e sostegno che per una mutazione evoluzionistica non possono ricevere dalla famiglia.

 
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