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Nel tentativo di individuare alcuni meccanismi che ci possono aiutare ad ottimizzare la nostra capacità di memorizzazione cosciente, analizziamo la struttura di memoria indipendentemente dalle attivazioni fisiologiche collegate (LINK).
In quasi tutti i modelli messi a punto recentemente, la struttura della memoria presenta una distinzione per fasi o livelli, rispetto alla decodifica, elaborazione e codifica dell'informazione che proviene dal mondo esterno.
A titolo di esempio possiamo considerare il modello HIP (Human Information Processing), proposto nel 1968 da due psicologi americani - Atkinson e Shiffrin - e modificato nel 1976 da Norman e Bobrow.
I principali componenti del modello sono:
- uno stimolo esterno al soggetto, che possiamo anche chiamare input (ad es. la frase "Ci sono due mele sul tavolo." descritta sotto forma di onde sonore che vanno a colpire la membrana auricolare dell'individuo);
- una trasduzione sensoriale; la frase di cui sopra comincia ad esistere come evento fisico per il soggetto, solo nel momento in cui le onde sonore vengono convertite dal sistema uditivo in impulsi elettrici, che vengono ricevuti ed elaborati dal sistema nervoso centrale (dal nostro cervello);
- un "magazzino" dell'informazione sensoriale, o registro sensoriale, oppure ancora Memoria Immediata (IM), nel quale l'informazione viene conservata, per un tempo brevissimo (1-2 sec. in assenza di interferenze provocate da altre attività nelle quali siamo impegnati), con le sue caratteristiche sensoriali, anche se lo stimolo fisico può essere già in parte venuto meno;
- un riconoscimento percettivo, che permette di attribuire un significato allo stimolo registrato attraverso un confronto con alcune informazioni presenti nella nostra memoria a lungo termine (vedi più avanti);
- una memoria a breve termine (STM), una sorta di "magazzino di transito", di capacità limitata, in cui l'informazione viene conservata per un breve periodo di tempo (non più di 30 sec.) e dove può essere sottoposta a diversi processi di controllo, al fine di aumentarne il tempo di permanenza;
- una memoria a lungo termine (LTM), la parte che normalmente viene identificata con il termine memoria, dove l'informazione, rielaborata in STM, può essere conservata per tempi lunghi (se non indefinitamente) e in quantità praticamente illimitata.
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