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La dislessia

di Alessandra Banche - leggi la scheda di questo autore
 

Un recente studio, pubblicato sulla rivista "Proceedings of the National Academic of Science", condotto da John Gabrieli della Stanford University (Paolo Alto) e da Paula Tallal della Rutgers University (Newark), ha suggerito la possibilità di combattere la dislessia con uno specifico software.

Lo studio, che è stato condotto su un gruppo di 20 bambini dislessici, di età compresa tra gli 8 e i 12 anni, dimostra come siano sufficienti 8 settimane perchè sia modificato l'utilizzo delle diverse aree cerebrali responsabili dei blocchi al linguaggio.

Comunemente si fa ricorso alla parola dislessia per tutte le difficoltà che concernono la parola e l'apprendimento. In realtà questa è una patologia molto specifica che investe esclusivamente la capacità di lettura, anche se possono esservi associate altre difficoltà più o meno specifiche.

La dislessia dunque è una difficoltà di lettura che può essere più o meno grave a secondo del tipo di compromissione; dalla semplice lentezza nel leggere, anche con molto esercizio ( data dalla mancata automatizzazione del processo stesso), fino alla totale incapacità di decodificare i simboli scritti trasformandoli in suoni (a volte non si riesce a leggere anche simboli numerici o di altro genere).

Ovviamente nei casi più gravi questa difficoltà può essere anche fortemente invalidante, costringendo bambini cognitivamente adeguati ad abbandonare i percorsi di studio scelti o inibendo le capacità di apprendimento e di conoscenza in modo significativo.

Il disturbo colpisce in misura molto maggiore i maschi rispetto alle femmine (anche se non se ne conosce il motivo), e spesso c'è una familiarità, tanto da far pensare ad un deficit ereditario. Non se ne conoscono le cause ma si ipotizza un danno neurologico minimo, non riscontrabile con le indagini mediche tutt'ora a nostra disposizione. Viene individuato tra i 5 ed i 6 anni di età del bambino, anche se spesso le diagnosi sono tardive e ci si accorge di reali problemi anche in terza o quarta elementare.

Le difficoltà che questi soggetti incontrano nella lettura sono abbastanza specifiche :

- inversioni di lettere (da =ad, per = pre, da = pa ecc. si noti che nei primi due casi le inversioni sono veri e propri spostamenti di lettere mentre nell'ultimo viene rovesciata una lettera non scambiandola nella posizione, ma ribaltandola completamente);
- sostituzioni di lettere simili o di omofone (fonemi simili nel punto articolatorio o nel suono) per cui nel primo caso d-b, p-q, m-n, t-f, a-e mentre nel secondo b-p, t-d, f-v, s-z ecc.;
- omissioni di lettere;
- troncamenti di parole;
- difficoltà nel riconoscere gruppi sillabici complessi, quali gn, gh, gl, sc ecc.;
- difficoltà nel leggere ed pronunciare parole non familiari o a bassa frequenza d'uso;
- difficoltà nel mantenere il rigo di lettura o a procedere regolarmente da destra verso sinistra .

Questi bambini usano una strategia di lettura con aggancio prevalentemente semantico, vuol dire che per compensare le difficoltà che hanno usano l'intelligenza per decodificare il segno scritto e dove non arrivano con la percezione e decodifica grafica fanno ipotesi e deduzioni logiche sulla parola che dovrebbe esserci scritta, questo fa sì che spesso sbaglino completamente la parola da leggere rimanendo però nel gruppo semantico corretto, (es. leggono vestito al posto di gonna o poltrona al posto di divano).

Naturalmente chi è affetto da questa patologia può spesso avere delle grandi difficoltà nella comprensione del testo letto.
La lentezza e gli errori che spesso alterano il senso del discorso, i salti di rigo o le ripetizioni, nonchè la tensione, lo sforzo e la concentrazione, poste solo sulle singole lettere e parole per riuscire a fare una decodifica mai automatizzata, fa sì che una volta finito il brano il bambino non abia compreso il significato del testo.

In associazione a tale patologia possono esserci problemi psicomotori che si esprimono in difficoltà nella definizione della lateralità corporea (la dominanza di un emilato del corpo rispetto ad un altro) o in una lateralità mista (ad esempio dominanza dell'occhio destro, della mano sinistra e del piede destro) goffagine, maldestrezza, problemi spaziali, o spazio-temporali.

Tra gli altri disturbi di apprendimento quello che maggiormente si può riscontrare in concomitanza con la dislessia è la disgrafia.

Per questi bambini il metodo globale è molto dannoso perchè non permette di interiorizzare ed automatizzare gli aspetti fonologici che un bambino non affetto da tale patologia fa naturalmente, e spesso automaticamente senza aiuto.

L'analisi della singola lettera, dei gruppi consonantici complessi, della settorializzazione e l'analisi della singola parola, sono fondamentali per lo studio della lettura in questi giovani scolari.

L'intervento logopedico tempestivo è fondamentale per ridurre, se non risolvere completamente il disturbo e per non creare un divario troppo grande tra comprensione e capacità di apprendimento, che come si è già detto crea grandi disagi emotivi .

 
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