Nickname Password Entra nel sito Vai alla pagina di registrazione
Google
Web
Sito

Vuoi ricevere
la nostra newsletter?

 
Vai al sito Coppia Che Scoppia
L'esperto risponde >>> Approfondimenti >>> Problemi di apprendimento
Stampa Invia ad un amico Preferiti Richiedi consulenza
 

L'agrafia e la disgrafia

di Alessandra Banche - leggi la scheda di questo autore
 

La scrittura è un’abilità complessa, che richiede la capacità di organizzare in sequenza una serie di movimenti fini. Per acquisire una scrittura veloce e sicura occorre molta pratica, ognuno di noi impiega circa dieci anni per sviluppare il proprio stile.

Le abilità di scrittura possono essere compromesse in persone con lesioni cerebrali, indipendentemente dal fatto che nel periodo antecedente alla lesione fossero presenti delle difficoltà in questo ambito.

Le agrafie possono essere suddivise in differenti categorie, a seconda del tipo di errori che si osservano nei soggetti portatori del disturbo:

- agrafia aprassica: non si tratta di uno specifico disturbo di scrittura, perché è la conseguenza di una più generale incapacità di esecuzione di movimenti che richiedono una complessa organizzazione (aprassia). La persona con agrafia aprassica non riesce a scrivere con la penna, ma può farlo usando la macchina da scrivere, moduli prestampati o blocchi di lettere;

- agrafia ideativa: viene mantenuta la capacità di scrivere copiando le lettere, ma viene meno la possibilità di scrivere sotto dettatura. In questo caso, è come se ci si dimenticasse la forma delle lettere, che possono essere scritte solo avendole sott’occhio. Paradossalmente, la scrittura di numeri o il disegno di figure a memoria possono risultare normali;

- agrafia lessicale: nella scrittura si fa affidamento al suono del vocabolo, per cui le lettere con una pronuncia simile possono essere confuse o le parole possono essere semplificate (yogurt – iogurt);

- agrafia fonologica: si fa un’analisi della parola per giungere alla sua rappresentazione. La scrittura dalla stessa può essere compromessa in quanto si tende a scrivere una parola con significato simile a quella originale (micio – gatto);

- agrafia spaziale: la scrittura subisce delle distorsioni in seguito ad un’inadeguata distribuzione delle parole sul foglio. I tipici errori osservabili sono:

a. errori di posizione: le parole sono scritte a destra, verso l’alto, anziché a sinistra;
b. errori di orientamento: la scrittura tende ad essere ondulata e inclinata;
c. ripetizione di tratti: sono prevalenti in lettere quali “u”, “n”, “m” in cui vengono addizionati tratti aggiuntivi;
d. errori di spaziatura: si lasciano spazi molto ampi tra le lettere di una parola;

- agrafia da neglect: si manifesta con la tendenza a lasciare un ampio margine in un lato del foglio, solitamente il sinistro. È secondario ad un più generale disturbo (il neglect) che impedisce ai soggetti di prendere in considerazione uno dei due emispazi (più frequentemente il sinistro).

La disgafia va distinta dall’agrafia. Si tratta di un disturbo della scrittura, ma meno grave dell’agrafia, in quanto è una difficoltà di apprendere a scrivere, in bambini con intelligenza normale, a volte accompagnato da alcuni problemi di adattamento emotivo - affettivo. Ciò che la distingue dall’agrafia è che quest’ultima può comparire in seguito a lesioni anche in soggetti adulti e si presenta in forma più grave.

 
<<<precedente successivo>>>
Torna ad inizio pagina