|
L'agnosia consiste nell'incapacità di identificare un oggetto, nonostante le funzioni sensoriali siano ben funzionanti e non ci siano disturbi dell'attenzione o della coscienza. Le agnosie si suddividono in:
• percettive, qualora sia compromessa la percezione degli oggetti • associative qualora ci siano disturbi nel ricavare il significato degli oggetti.
L'agnosia compare come conseguenza di lesioni cerebrali e, a seconda del tipo di sensibilità interessata, assume nomi differenti.
L'agnosia visiva comporta il mancato riconoscimento di oggetti percepiti con la vista nonostante gli organi periferici adibiti all'analisi dello stimolo visivo non presentino danni. I pazienti affetti da agnosia visiva appercettiva hanno delle serie difficoltà a riconoscere degli oggetti in condizione di cattiva illuminazione (ad esempio in penombra) o se presentati con angolazioni insolite (ad esempio, un secchio visto dall'alto anziché frontalmente). La diagnosi di questo disturbo non è facile e può capitare che persone con agnosia siano considerate “cieche”. Gli errori nel riconoscere gli oggetti sembrerebbero dovuti al fatto che chi soffre di questa patologia nota solo alcuni dettagli dello stimolo visivo, trascurandone altri importanti. I pazienti con agnosia visiva associativa non hanno problemi nel percepire le cose, ma si comportano come se un oggetto comune, posto davanti a loro, fosse qualcosa di mai visto. Può capitare quindi che una persona non sappia riconoscere una matita o non sappia dire a cosa serva, ma ne possa descrivere perfettamente forma e colore. La curiosità è che tale disturbo può essere circoscritto ad alcune categorie di stimoli, tra questi la prosopagnosia, deficit che impedisce al soggetto di riconoscere i volti familiari e, nei casi gravi, comporta l'incapacità di riconoscere sé stessi davanti ad uno specchio. Questi pazienti hanno la possibilità di trarre aiuto dalla voce di chi sta loro di fronte. Ci sono persone il cui deficit è limitato al riconoscimento dei colori: essi possono vederli e distinguerli, ma non sono in grado di colorare un disegno in bianco e nero perché si comportano come se non sapessero di che colori sono abitualmente gli oggetti presentati.
L'agnosia visuospaziale impedisce all'individuo di analizzare correttamente delle informazioni spaziali. Eseguire compiti relativamente semplici come disegnare, scrivere, diventa un'impresa ardua per la difficoltà ad usare in modo adeguato lo spazio sul foglio. Se si chiede ad una persona con questo disturbo di copiare degli stimoli da un modello proposto, il risultato sarà piuttosto carente, con gli oggetti mal allineati o privi di dettaglio. Anche la lettura può essere difficoltosa. Discriminare la posizione, l'orientamento, ricercare degli stimoli o esplorare lo spazio danno esiti poco soddisfacenti.
L'agnosia acustica è l'incapacità di riconoscere suoni e rumori e, come avviene per la modalità visiva, può essere di tipo appercettivo o associativo. Il disordine può manifestarsi in modo selettivo compromettendo una ben precisa abilità. Ad esempio, l'amusia impedisce di riconoscere melodie note e, a sua volta, si divide in recettiva (non si identificano le note) o espressiva (non si riesce a fischiettare un motivo conosciuto).
L'agnosia tattile impedisce di riconoscere un oggetto attraverso il tatto, in mancanza di informazioni provenienti dagli altri sensi. Anche in questo caso è presente la classificazione in appercettive e associative e può manifestarsi in modo altamente specifico. Possiamo infatti distinguere l'iloagnosia (incapacità nell'identificare il materiale con cui è fatto un oggetto), l'amorfognosia (mancato riconoscimento della forma), e la asimbolia tattile (difficoltà a denominare l'oggetto toccato).
|