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I disturbi nella comprensione del testo sono spesso confusi con la dislessia, probabilmente perché entrambi hanno in comune la difficoltà correlata ai brani scritti. I due disturbi si differenziano in quanto:
- il bambino dislessico ha una lettura lenta e stentata, ma se dispone di sufficiente tempo riesce a leggere ed a comprendere il senso di un brano;
- il bambino con difficoltà di comprensione del testo, pur essendo dotato di buone capacità di decodifica, non riesce a capire correttamente il significato di ciò che legge.
Un tempo si pensava che i bambini con difficoltà di comprensione fossero poco intelligenti, ma si è visto che è ciò non è corretto, in quanto l’intelligenza è un’abilità variegata ed un individuo può essere più bravo in certe cose e meno in altre. Alcuni alunni, soprattutto se alle prime classi elementari, possono avere difficoltà di comprensione del testo associate a difficoltà di comprensione del linguaggio orale, magari perché conoscono un limitato numero di parole o magari perché hanno difficoltà sintattiche (ad esempio, hanno difficoltà con frasi lunghe, contenenti molte proposizioni subordinate, non afferrando il significato delle proposizioni condizionali…). Al contrario, il disturbo in altri bambini è limitato al testo scritto: essi, per quanto riguarda la comprensione del linguaggio orale, possono essere aiutati dal contesto, dalla mimica, dall’intonazione della voce.
Gli alunni più giovani, gravati da disturbi della comprensione del testo, trovano difficoltà già nell’integrazione di due frasi. Ad esempio, “Marco passeggiava con il suo cane quando Luca lo salutò”, crea confusione nel bambino per la presenza di un pronome (lo a chi si riferisce?). Ma si possono avere difficoltà anche a fare inferenze (Marco e Luca sono conoscenti). Le difficoltà sono maggiori quando la comprensione richiede la capacità di fare collegamenti tra parti lontane di un testo, ad esempio se è necessario richiamare una frase letta all’inizio di un brano per dare un senso ad un episodio descritto alla fine dello stesso.
La comprensione di un brano (o di un episodio), è facilitata dalla costruzione di modelli mentali della situazione: immagini o schemi che ci aiutano a memorizzare uno stato di cose. Alcuni studiosi sostengono che i bambini con difficoltà di comprensione del testo, non siano in grado di costruire dei modelli mentali funzionali per focalizzare l’attenzione solo sulle informazioni rilevanti e avere quindi una visione d’insieme del brano
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Si è notato che il disturbo di comprensione del testo è spesso accompagnato dalla difficoltà nell’espressione scritta. Gli alunni non sono disgrafici, in quanto scrivono in buona calligrafia e correttamente, ma non riescono a costruire un discorso organizzato o a fare inferenze.
Le difficoltà di studio di molti ragazzi possono essere ricondotte alla difficoltà di comprensione: non si può assimilare un testo se non lo si è capito!
Interventi riabilitativi.
Programmi ben guidati apportano notevoli miglioramenti. Buoni risultati si ottengono con gli alunni che non sono ancora stati stimolati nelle componenti di base sottostanti la comprensione. Il lavoro sulla metacognizione (la capacità di riflettere sulla propria attività mentale e controllarla) porta a ottimi risultati. Un lavoro di questo tipo fa riflettere l’allievo sulla natura del processo di comprensione e lo aiuta a sviluppare processi di controllo (ovvero a capire che non si è capito). Altri interventi agiscono attraverso la comunicazione, promuovendo attività di gruppo che aiutino a sviluppare, in collaborazione con altri, la comprensione del testo.
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