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Il pranzo di Babette

di Raffaele Iannuzzi - leggi la scheda di questo autore
 

Un grande educatore, Leo Buscaglia, ha osservato lucidamente: "Nessun insegnante ha mai insegnato qualcosa a qualcuno. La gente in fondo è autodidatta. La parola "educatore" deriva dal latino "educare", verbo simile a "edùcere" che significa guidare, condurre. E appunto questo l' educatore deve fare: guidare, essere entusiasta, capire se stesso, mettere tutto questo sotto gli occhi degli altri e dire: "Guardate, è meraviglioso. Venite a mangiare con me" ". ( Vivere, amare, capirsi , Mondadori, Milano, 1996, p. 17).

Questa è la formazione e l' educazione: un banchetto eccezionale, ricco di pietanze straordinarie, simile al pranzo ormai mitico rappresentato nel film "Il pranzo di Babette", un invito alla felicità. Ed è la persona ad essere invitata al banchetto della felicità, perché solo la persona può essere felice, perché solo la persona può essere libera, perché solo la persona può essere responsabile nei confronti della propria vita.

Questi sono i pilastri del nostro progetto formativo: la persona, la libertà e la responsabilità nei confronti della vita. Perché la vita è un compito e realizzare pienamente questo compito definisce ogni azione responsabile messa in atto dalla persona. Formare integralmente la persona, dunque, equivale ad invitarla ad accettare la sfida del compimento della propria vita.

Non basta vivere la vita. Non ci illudiamo. In molti, troppi direi, danno per scontato lo scopo della vita, quasi fosse un corollario della motivazione nel lavoro e della buona gestione delle tecniche commerciali oppure di vendita. La formazione oggi è solo in-formazione, al massimo tecnica motivazionale, ma non esercizio di e-ducazione, cioè non è in grado di e-ducere, tirar fuori dalla persona le risorse speciali e straordinarie in essa presenti. Il nostro progetto formativo intende farlo nella maniera più semplice e forse anche classica: ampliando la visuale delle persone, fornendo loro più possibilità rispetto allo stato attuale della loro vita, più chances di vita autentica, più abilità di autorealizzazione.

E come intendiamo fare tutto ciò? Nella maniera più immediata possibile, anche questa la più sperimentata e solida: riflettendo sui fondamenti della vita della persona, in primo luogo sul fatto che essa è libera e perciò responsabile, e poi andando a ritrovare le modalità peculiari del suo essere e porsi nel mondo. Una personalità matura ha sempre un atteggiamento attivo rispetto al mondo, all' ambiente biologico, psicologico e sociale. Essere maturi significa reggersi da soli, piuttosto che essere sostenuti dall' ambiente; mobilizzare ed usare le proprie risorse, anziché manipolare gli altri; interagire con l' ambiente (individuale, familiare e sociale) in modo positivo e costruttivo; assumersi le responsabilità adeguate che si presentano durante il corso dell' evoluzione personale.

Per raggiungere questi obiettivi, occorre mettersi in cammino, ci vuole un percorso, ed è quello che noi offriamo a tutti coloro che intendano prendere a cuore la propria vita. Il banchetto è pronto, venite tutti a mangiare!

Le pietanze saranno varie e ricche di gusto. L' approccio formativo sarà eclettico ed integrato, sempre essenzialmente centrato sulla persona, capace di tenere insieme quanto oggi la cosiddetta "formazione" vuole ad ogni costo disgiungere, vale a dire la forza del pensiero (perché per agire bene, occorre pensare...meglio!) e la verifica esperienziale attraverso esercizi, tests, "diari di bordo" (l' autoanalisi, frutto maturo di molti pensatori, da Fromm a Gurdjieff). La verità sulla persona, sulla tua persona sarà raggiunta attraverso uno scavo rigoroso che richiederà anche la "fatica del concetto" (senza eccessi intellettualistici, si tratta pur sempre del nostro pranzo di Babette!)e favorirà sempre e comunque l' attualizzazione, cioè la verifica pratica, di quanto ti verrà proposto.

Sarai tu l' ago della bilancia, il formatore autentico, il pedagogo di te stesso: tu mangerai il cibo che le tue mani avranno cucinato, dopo aver preso gli ingredienti dalle giuste dispense. Ecco, sì, i nostri strumenti saranno le dispense a tua disposizione, in esse troverai i viveri, le vivande prelibate, starà a te creare il capolavoro culinario, se sarà nouvelle cuisine oppure piatti popolari, ben conditi e gustosi, lo deciderai tu e soltanto tu. Libertà come responsabilità, abbiamo detto, e così sarà.

La libertà serve esclusivamente a realizzare un compito: essere felici e maturi come persone, qui e ora. E' nel presente che ci realizziamo come persone. "Caminante, no hay camino, se hace camino al andar", cantava il poeta spagnolo Antonio Machado. Viandante, non esiste altra strada, la strada la fai camminando. Puoi accettare di assaggiare i cibi della mensa di Babette oppure rifiutare l' avventura della vita, sei comunque sempre responsabile, perché libero. Non vale allora la pena allungare la mano, non furtivamente, per afferrare il primo piatto della mensa della vita?.

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