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Con sempre maggiore frequenza si ascoltano genitori ansiosi e insegnanti preoccupati, per l’aumento delle difficoltà di apprendimento, che bambini e ragazzi incontrano in età scolare.
Tale generica definizione comprende molteplici patologie specifiche, che bloccano o rallentano l’avanzare dello sviluppo scolastico e, a volte, neuropsicologico dei giovani studenti. Spesso tali difficoltà non vengono riconosciute o sono banalizzate quali ipotesi di svogliatezza, di disinteresse o di oppositorietà.
Vi diamo una definizione di tale disturbo e delle varie difficoltà che possono concorrere agli abbandoni scolastici prematuri ad interventi punitivi inidonei o anche alla tardiva segnalazione ai fini di una terapia mirata.
Il disturbo di apprendimento
Si definisce così tutto l’insieme dei cortei di sintomi e di patologie che determinano un blocco, o un rallentamento, più o meno importante delle capacità neuropsicologiche e scolastiche.
Le principali difficoltà si riscontrano:
- nelle capacità di astrazione, nelle rappresentazioni mentali spazio-temporali, nella logica linguistica e matematica, nelle rappresentazioni visive mentali, nella costruzione di una buona e ricca mappa semantica (vocabolario) e di un funzionale ripescaggio delle informazioni, nell'incapacità della creazione autonoma di strategie di apprendimento, nella memoria e nelle capacità attentive .
Tutti questi sintomi possono apparire contemporaneamente o solo in parte e con varie intensità a seconda della gravità del disturbo.
Spesso, bambini con difficoltà di apprendimento rientrano, inoltre, in definizioni patologiche più specifiche quali dislessia, discalculia, disprassia, disgrafia, disortografia, goffaggine e maldestrezza motoria (fine e globale).
Quando un bambino con un quoziente intellettivo adeguato incontra tali e tante difficoltà, spesso in aggiunta si associano disagi emotivi che possono manifestarsi nei modi più vari, dall’aggressività all’isolamento, da lievi tic a lievi balbuzie, sin alla depressione; anche se va specificato che tali fattori non sono diagnostici per il disturbo di apprendimento e possono identificare altre patologie, sono comunque un segnale di disagio del bambino, da prendere sempre in considerazione.
L’intervento deve essere sempre globale includendo la famiglia, la scuola ed una terapia specifica mirata.
Gli obiettivi da raggiungere sono:
- la riduzione dell’inevitabile demotivazione all’apprendimento (si tenga presente che questi bambini studiano spesso il doppio degli altri, con ripetizioni, terapie e compiti a casa interminabili, ma con un rendimento molto più basso degli altri studenti);
- la riduzione dell’ansia da prestazione (la paura di sbagliare, spesso sono sottoposti a compiti - test - prove e correzioni costanti);
- la costruzione di schemi e strategie di apprendimento specifiche per le loro difficoltà;
- l’ utilizzo di metodiche non globali ma specifiche dell’apprendimento;
- lo sviluppo e il potenziamento di memoria - attenzione - logica - semantica e aspetti spazio temporali;
- il miglioramento delle varie patologie concomitanti già citate;
- il trattamento linguistico specifico, se tale difficoltà è secondaria ad un pregresso disturbo di linguaggio non trattato o non risolto.
Il discorso è davvero ampio e questa non è che una piccola panoramica su un ambito molto complesso che cercheremo di approfondire passo per passo, anche grazie alle vostre domande e richieste specifiche.
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